Grafici al bivio: da Freehand a Illustrator

Tue, Feb 12, 2008

Grafica, Libri e riviste

big_lulu_graficialbivio.jpgGrafici al bivio

Come affrontare in maniera quasi indolore il passo che nessuno grafico avrebbe mai voluto compiere…
Una guida per chi vuole (o deve) passare da Freehand MX a Illustrator CS3
“Grafici al bivio” è il nuovo libro scritto da Davide Vasta, un manuale di sopravvivenza per tutti quei grafici che vogliono (o devono) fare il grande passo verso Illustrator CS3. Abbandonare Freehand non è semplice, si sa… il problema di fondo, oltre alla diversa interfaccia e alle funzionalità, è proprio la “forma mentis” del tipico Freehandista. Ecco quindi che in questo libro, con serenità e oggettività, ho cercato di affrontare l’argomento, concentrandomi non solo sulle novità di Illustrator CS3, ma descrivendo come, per un “Freehandista”, determinate azioni, possano essere compiute in Illustrator, oltre ovviamente a delineare quale deve essere l’approccio globale al progetto.

“Grafici al bivio” di Davide Vasta può essere acquistato su Lulu.com in versione stampata a 16,50 euro o in versione download a 6,25 euro.

Tra gli argomenti trattati:

  • Confronto tra le aree di lavoro: comprendere l’interfaccia di Illustrator CS3
  • Aprire file di FreeHand in Illustrator CS3
  • Scoprire dove in Illustrator CS3 si trova l’equivalente dei comandi di FreeHand
  • Usare il comando Raccogli per l’Output
  • Confronto tra gli strumenti di disegno di FreeHand e Illustrator
  • Copia usare il copia/incolla interno di FreeHand in Illustrator CS3
  • Gestire colori, campioni e sfumature
  • Usare gli strumenti visivi, i righelli, le guide e molto altro ancora
  • Usare gli effetti d’ombra e le trasparenze senza problemi
  • Preparare un file PDF pronto per la stampa tipografica
  • Creare rapidamente varianti di colore per un progetto
  • Vettorializzare le immagini scansionate
  • Creare oggetti tridimensionali con pochi clic
  • Creare interfacce grafiche per palmari e cellulari

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34 Responses to “Grafici al bivio: da Freehand a Illustrator”

  1. kupang Says:

    RIDATECI FREEHAND!!! oltre al libero professionista lavoro in un service che fornisce lastre alle tipografie. piano piano stiamo passando sempre di più da freehand a illustrator. è un’odissea. per realizzare illustrazioni forse è l’ideale, però, dal punto di vista della semplicità e della velocità di esecuzione è tremenda. Ma non possiamo fare una petizione all’Adobe per chiedere di omaggiare la comunità dell’open source del codice di Freehand?

  2. Leonardo Says:

    Ma no che non è così difficile ;-) era FREEHAND ad essere una porcheria :-D

  3. d56 Says:

    faccio il grafico tipografo dal 1980, per cui non credo di non avere esperienza al riguardo: freehand è molto più pratico di illustrator; il libro del vasta di certo è interessante, giacchè anch’egli era un utilizzatore di freehand; però ripeto, nel lavoro tipografico quotidiano freehand è più veloce, più sintetico, ha alcune funzioni importantissime (multipagina, possibilità di modificare le pagine con le maniglie, gestione delle sfumature intuitiva e semplice e, soprattutto, essenzialità e velocità; illustrator è appunto per illustratori, ottimo programma ma lontano dalle esigenze rapide di una tipografia

  4. Daniele Says:

    Forse si sta perdendo di vista quale deve essere l’utilizzo principale di illustrator. L’ Adobe sviluppa la sua Creative Suite completa, ed è appunto intenzionata a rendere ogni programma che la compone lo strumento migliore per svolgere il proprio compito. Illustrator nasce e viene sviluppatp appunto per fare principalmente una cosa: illustrare. E lo fa in maniera egregia, con comandi e funzioni che Freehand si sogna. Se poi lo si utilizza per impaginare o per altre funzioni prettamente tipografiche, ovviamente non ha i comandi e le funzioni adatte. ma per il resto è , e sicuramente sarà, lo strumento ideale per poter DISEGNARE…

  5. d56 Says:

    caro daniele, allora è sbagliato il titolo del guru vasta, c’è scritto infatti migrazione da freehand a illustrator, e non da freehand alla suite. finchè i service l’accettano, continuerò ad usare freehand (supportano ancora xpress 3.2)

  6. Davide Vasta Says:

    Ciao a tutti, mi inserisco brevemente nella discussione con una premessa: se un anno fa mi avessero detto che oggi starei usando felicemente AICS3 non ci avrei mai creduto. Anche io, come d56, ho da sempre ritenuti AI molto più scomodo di FH, per tutti quei motivi che tutti conosciamo e che qui sono già stati espressi (multipagina, gestione di oggetti e sfumature, copia/incolla interno, ecc.).

    Ho cominciato ad usare FH dalla versione 3.1, quando ancora era di Aldus. Per anni sono stato uno sfegatato sostenitore di FH, anche quando, con il rilascio della versione MX, il software appariva stracolmo di bachi.

    Poi, un anno fa, per vari motivi, ho deciso di passare ad AI. Per un anno intero mi sono trovato a lavorare con AI e FH, ed oggi serenamente dico che tutte quelle cose sulla velocità, intuitività, ed altro su cui AI si dice sia carente… non esistono affatto.

    E’ tutta una questione di adattamento. Punto.

    Io ora, dopo un anno, ho raggiunto la stessa velocità operativa che avevo con FH, ne più ne meno. Ma la differenza di QUALITA’ DELL’OUTPUT tra i due software è abissale. Non devo più temere che un file mandato in stampa faccia le “bizze” come con FreeHand… tutto funziona egregiamente, purchè l’esecutivo venga preparato con criterio.

    Senza poi considerare gli strumenti innovativi che AI mette a disposizione, come il Live Color per creare varianti di colore in pochi clic, oppure il ricalco dinamico, per vettorializzare e colorare a regola d’arte, e molto altro ancora…

    Relativamente alla questione AI/FH/CS3 c’è poi da dire questo: un purista dell’impaginazione non si sognerebbe mai di usarlo per impaginare pubblicazioni. Lo stesso d56 cita Xpress… sbaglia clamorosamente chi pensa che FreeHand possa essere usato tranquillamente per impaginare. Un conto e farlo e riuscirci magari (io stesso ci ho impaginato montagne di cose), un conto è però usare un software dedicato a questo, come Xpress, o meglio InDesign. Vogliamo parlare di stili di paragrafo? Numerazione automatica? Storia? da su siamo seri…

    Ecco, quando si abbandona FreeHand bisogna riflettere su come cambia il flusso di lavoro. Con AI si continuano a fare depliant, manifesti, locandine, inviti, ecc., tutto cose per cui è prevalentemente usato FreeHand. Ma cataloghi, libri e pubblicazioni in genere si fanno con i software adeguati, come Xpress o InDesign. AI in questo caso viene usato per creare elementi grafici che poi vengono importati ad esempio in InDesign, con cui è magnificamente integrato.

  7. Venny Says:

    In sostanza quello che vuoi dire è che dove prima era necessario solo FH ora ci vuole sia AI che ID, a seconda dell’utilizzo..
    Io non ho mai conosciuto a fondo FH perchè diciamo che sono relativamente “giovane”, quindi non posso esprimermi in merito.
    Ma apprezzo molto che tu a differenza di tanti altri hai preso il prodotto nuovo, hai imparato ad usarlo, lo hai testato e confrontato con i luoghi comuni che ci sono, scoprendo a quanto ho capito di avere uno strumento molto più valido in mano. E soprattutto, hai condiviso la tua esperienza scrivendo questo libro con chi si troverà tra un pregiudizio e l’altro a fare questa famosa
    (e maledetta secondo alcuni) migrazione..

  8. d56 Says:

    venny, se un software funzionava, e alcuni stupidi come me ci si guadagnano la pagnotta (moglie, figli all’università, autovettura, cure mediche degli acciacchi dei 50 anni) trovo una non piccola “violenza” toglierlo di mezzo

    certo che costretto dagli eventi prima o poi migrerò anch’io, se nel frattempo non ho maturato la pensione (a me forse ancora me la danno, a voi giovani dubito…) anche perchè è il mio lavoro

    ma, allo stato dei fatti, per il lavoro tipografico dove hai molti lavori piccoli (oggi ad esempio almeno dodici cose diverse) l’accoppiata illustrator indesign è lenta (conosco solo la cs2, però non credo sia molto diversa)

    è comunque utile e bello discutere, rispettando ovviamente la professionalità altrui

  9. Davide Vasta Says:

    d56, capisco perfettamente di cosa parli, il tipografo molto più che il grafico è esposto a dolorosi problemi quando le cose cambiano…

    Collaboro con alcune tipografie da decenni, in quel di Città di Castello (Umbria), e quando le cose cambiano sono proprio dolori: penso ad esempio alla fine che hanno fatto le costosissime fotounità, o i macchinari per fare le prove chimiche, tutti leasing che spesso il tipografo è costretto a mantenere per anni. Quindi, ancora una volta, ti capisco perfettamente.

    Secondo me però è necessario fare un attenta riflessione sul destino di FreeHand. Già l’allora Macromedia aveva smesso di crederci, perchè in primo luogo stava spostando l’orizzonte degli interessi sul web, e dall’altro diventava sempre più oneroso investire su un software che aveva in Illustrator il suo più acerrimo nemico.

    L’ultimo aggiornamento del programma (11.0.2) è datato 2003, ovvero un anno dopo il rilascio della versione MX. E quella release era comunque afflitta da numerosi bachi. Insomma, Macromedia si era già “disinnamorata” di FreeHand…

    Adobe ha fatto quello che da un punto di vista commerciale era più ovvio: continuare ad investire sul suo gioellino, lasciando FreeHand fermo dove l’aveva trovato. Però non tutto è andato perso, perchè l’occhio attento di un freehandista d.o.c. è in grado di trovare qualche perla qua e la in Illustrator CS3, che si nota essere stata presa in prestito (o cannibalizzata se vogliamo) da FreeHand.

    Però, oltre a consigliare di passare ad Illutrator CS3, nessuno è davvero obbligato a farlo… si tratta tutto sommato di decidere se FreeHand assolve ancora al suo compito, oppure no.

    Secondo me dipende molto dal ruolo che si ricopre: un grafico che usa FreeHand troverà numerosi vantaggi dal passaggio ad AI CS3, per tutta una serie di motivi che sono propri della CS3. Un tipografo può più serenamente creare (o accettare) dei file PDF che in termini di qualità e precisione non hanno eguali…

    Certo, ci vuole tempo e dedizione per poter passare da un software all’altro… non è una passeggiata, io l’ho provato sulla mia pelle. Ma ora, non tornerei più indietro, neanche se mi pagassero…

    Un ultima cosa riguarda le versioni, e qui mi rivolgo proprio a d56: la CS3 sta alla CS2 come una BMW 530 sta a una Fiat Panda, più confortevole, più sicura, piena di innovazioni tecnologiche e molto altro ancora… Le innovazioni ed il livello di integrazione raggiunta sono stupefacenti, ed il lavoro scorre via molto più rapido. Ti consiglio di scaricare le versioni di prova dei programmi, scoprirai che sono così tanto diversi dalla CS2, che quasi non li riconoscerai…

  10. Venny Says:

    Su questo ti posso dare davvero ragione.. La CS3 è di gran lunga più veloce rispetto alla CS2, e soprattutto per chi usa Mac Intel..

    D56 certo io capisco che per anni hai utilizzato un determinato sw e per anni ci hai guadagnato la pagnotta, ma certamente penso che sarai piu contento anche te di poter lavorare su un sw superiore, anche se questo può comportare dei cambiamenti.

    Come sta testimoniando Davide lui lo ha fatto e non se ne è pentito affatto, e non rimpiange quello che ha lasciato le spalle, tanto che il suo entusiasmo lo ha portato a scriverne addirittura il libro, sicuramente sperando che anche altri come lui che avevano tanti pregudizi poi si rendano conto dei benefici che poi se ne traggono “switchando”.

    Io ti consiglio vivamente di provare, magari anche con il libro di Vasta, e sono sicuro che non te ne pentirai..

  11. d56 Says:

    sarebbe interessante sapere se il libro del vasta, di certo utile ed interessante, spiega con esempi della versione italiana o inglese, giacchè quella inglese costa molto meno (ad esempio photoshop, da sempre uso la versione inglese)

    sulle funzionalità della cs3, rispetto a freehand, una volta attraversato il deserto, proverò anch’io a scrivere un libro, e lo metterò gratis in pdf sul mio sito

    (ma se ne parla almeno fra 1 anno e più)

  12. Davide Vasta Says:

    Il libro si rivolge al mercato nazionale, è ovviamente è scritto con la versione italiana dei software.

  13. d56 Says:

    pazienza, sarebbe stato utile, aiutarci a risparmiare qualche centinaio di euro

  14. Daniele Cogo Says:

    Credo che un utente abituato a usare il programma completamente in inglese, faccia presto a trovare i comandi corrispondenti della versione italiana.

  15. d56 Says:

    Sì daniele, però a volte la traduzione italiana è bizzarra (si ritrovano le cose più per la posizione che per altro)

    così per curiosità, ieri ho provato su illustrator due ad allineare in una pagina tre box quadrati identici, contenenti delle immagini di dimensionme diversa attraverso il comando crea ritaglio o qualcosa del genere, e me le allineava non ai quadrati ma tenendo conto dell’immagine sottostante, un vero disastro di spraticità, e son curioso di leggere sul libro se invece illustrator tre ha ovviato oppure no

    comunque, il libro è di certo interessante e anche ben scritto (leggo sempre gli articoli di vasta anche altrove) ma forse non basta a rimediare tutte le carenze che quotidianamente alcuni miei colleghi (titolari di ditte ben più corpose della mia) lamentano rispetto al vecchio freehand

    vista l’ora, buon appetito

  16. Davide Vasta Says:

    Sicuramente non basta! :-)
    Prima di tutto ci vuole dedizione… poi ben venga qualunque aiuto esterno.

  17. d56 Says:

    testimonianza dal vivo: ieri sera, ore 18,25, presso il service dove mi reco abitualmente (di solito in modo virtuale, ieri sera in carne ed ossa)

    quattro postazioni, e su quattro postazioni i grafici (il titolare è quasi vecchio come me…) che cosa stava lavorando?

    indovina: il vecchio freeehand

    questo perchè ad esempio, per ottimizzare l’uso della pellicola prima di inviare i files alla sparc, solo freehand ha quelle comode manigliette ai lati della pagina

    mattinata di ieri, al telefono col service per una stampa diretta: “come te le metto queste quattro pagine, che poi tu ci fai la posta fronte e retro, ecc.?” “ma su freehand, belìn, ovviamente”

    adobe, che crudeltà uccidere un software amico…

  18. Davide Vasta Says:

    A mio avviso il futuro è tutto nel PDF. Creando un esecutivo a regola d’arte si evita qualunque modifica al file originale. Io ho smesso di inviare i sorgenti in tipografia da diverso tempo…

  19. d56 Says:

    quante volte un cliente scassapalle chiama: “porco qui, porco là, hanno spostato l’orario dell’intervento dell’on Ruboni!”

    e allora chiami il service: “per piacere, cambiatemi l’orario, vi prego…”

    nel mondo bello della grafica come dovrebbe essere non è così, ma nella trincea della guerra quotidiana le cose son diverse

    indubbio che chi insegna la tecnica, e in modo eccellente come il vasta, spieghi le cose come in effetti vanno fatte

    ma io racconto i fatti come sono, in talune proletarie realtà…

  20. Davide Vasta Says:

    d56… noto una vena di sarcasmo…
    Guarda, per fugare ogni dubbio, io non sono un dio in terra… sono una persona come altre che lavora.

    La mia esperienza personale mi porta a considerare il PDF come soluzione eccellente rispetto ad altre.

    In genere preferisco essere io ad avere il controllo sull’impaginato, perchè le volte che lo qualcuno ha messo le mani su un mio documento sorgente, tutto è andato a rotoli.

    Tutto qui, niente di più… poco c’entra il proletariato :-(

  21. d56 Says:

    ritengo che tu sia davvero molto competente, davide

    tengo ad esempio come un oracolo un meraviglioso articolo che hai scritto su applicando riguardo l’uso di freehand per impaginare un sito web alla svelta (ebbene sì, ci faccio anche i siti con freehand, e nessun altro software è altrettanto pratico anche per questa cosa…)

    certo, il problema del controllo dell’impaginato non è banale

    se in definitiva son sarcastico non è verso di te, sempre cortese e disponibile a spiegare, ma verso la multinazionale adobe e le sue scelte scorrette a mio avviso verso gli utenti di freehand

    è ovvio che loro di me, grafico di provincia, se ne fregano, ma almeno come cantava pappalardo, lasciatemi sfogare…

    io amo la grafica, e trovo le discussioni intorno a questi argomenti d’eccezionale interesse

  22. Davide Vasta Says:

    Ah. Ora si spiega tutto! :-)

    Cmq, se ti può aiutare… io sono un ex Macromedia Specialist, transitato in Adobe. Per anni ho sostenuto FreeHand MX!

    Ci tengo peraltro a sottolineare una cosa: il mio libro non l’ho scritto per esortare il passaggio da FreeHand a Illustrator… l’ho scritto solo per aiutare, come ho detto, chi si trovi a volere (o dovere) migrare dall’uno all’altro. Punto, niente di più.

    Poi, da utente (quindi non da guru o esperto o cos’altro) ti dico serenamente, che dopo essere passato a Illustrator CS3, anche se ho amato FreeHand come un pargolo, non tornerei più indietro… ribadisco da UTENTE.

  23. Giò Says:

    Mi trovo proprio a questo bivio…non uso il freehand da una vita, anzi ho iniziato giusto un anno fa a usarlo, e devo dire che nel giro di un mesetto già lo usavo in modo spedito. Ora, invece ho deciso di intraprendere la via dell’illustrator e, anzichè cercare le somiglianze e le differenze col freehand, penso che lo studierò pensando alla sua funzionalità e a quello per cui mi può servire.

    Giorgia

  24. Davide Vasta Says:

    Beh, per te allora non è davvero un bivio… se usi FreeHand da solo 1 anno, forse non c’è stato il tempo di innamorarsene :-) )

  25. Giò Says:

    Diciamo che lo trovavo, cioè lo trovo tutt’ora, semplice….ma credo di poterne fare a meno. Solitamente non m’innamoro dei programmi, ognuno ha il suo scopo!!

    Giorgia

  26. d56 Says:

    il problema è che la suite costa carissima (della soluzione pirata non è giusto neanche accennarne, parlando fra professionisti)

    e il prezzo altissimo è dovuto proprio alla mancanza d’alternative

    comunque indesign è ottimo, quindi tutto sommato indesign con dentro anche nella suite quella roba elegante ma poco pratica che chiamano illustrator costa meno di quel che costava xpress è un acquisto valido, magari la versione inglese

  27. d56 Says:

    sono andato su lulu, per comprare la versione download in pdf, ma non c’è più

    peccato, perchè con lulu, come stampa, ho avuto brutte esperienze

    invece il pdf me lo stampavo da me

  28. Davide Vasta Says:

    La versione download non è attiva al momento. La versione cartacea del libro ha un ottima qualità. Comunque se vuoi puoi scrivermi in privato alla mia mail personale (mail@davidevasta.biz), perchè questo thread lo controllo sporadicamente.

  29. d56 Says:

    Una precisazione importante: il volume del Vasta non è probabilmente mai stato disponibile in versione download, e l’altro giorno mi sono accinto, col numero della carta visa all’acquisto, nella convinzione erronea che vi fosse. Probabilmente ho confuso con qualche analoga pubblicazione.

    Altra questione: il volume edito da lulu in mio possesso è un volume con immagini fotografiche, e a me, onestamente, non pare stampato in modo eccelso. Però, trattandosi di book on demand, può essere che il genere di stampa sia per sua stessa natura non adeguata. Può essere dunque che sia solo, anzi di certo, è solo il mio punto di vista.

    Se Daniele ritiene può anche cancellare il mio post, laddove lo veda lesivo di legittimi interessi culturali, etici o commerciali, giacchè non sono il depositario di alcuna verità assoluta, ma solo il sommesso estensore di soggettive impressioni

    Però, e questo come appassionato della materia, posso esortare chi scrive a produrre anche, ovviamente a pagamento, la versione pdf, e questo credo sia lecito

  30. Pezzi di ricambio Says:

    Dopo ore di navigazione sono riuscito a trovare quello che mi interessava, ho letto il tuo articolo e l’ho trovato interessante.
    Grazie Claudio

  31. Gianluigi Says:

    ho letto alcuni post di questa discussione e io una sola cosa vorrei evidenziare, chi ha il diritto di decidere per noi quale software dobbiamo usare?
    Io uso il software che mi pare e piace e con cui mi trovo meglio e non trovo affatto giusto la “camorra” che ha fatto Adobe obbligando migliaia e migliaia di persone a cambiare software per le proprie e sole strategie di mercato. Tutto questo è vergognoso! Se io ho bisogno di un software non aspetto certo Adobe che mi obbliga ad usarlo, voglio dire se io sto bene con freehand sul quale a suo tempo già ci ho perso la testa per impararlo perchè, se non per mia scelta, dovrei passare ad illustrator? Oggi siamo obbligati ma a me non piace questo obbligo perchè è appunto un’imposizione e questo sappiamo tutti che non è giusto siamo al limite della legalità.
    Prediamo me, io finito un corso di grafica pubblicitaria nel 2006 in cui ho imparato Freehand tra gli altri programmi (illustrator no) ho speso parecchie migliaia di euro per questo corso durato un anno inoltre ho speso energie e tempo prezioso a studiare i vari software, ed oggi mi ritrovo per colpa di strategie di mercato di Adobe ad aver tra le mani un qualcosa che mi è costato tempo fatica e soldi ma che è obsoleto e perchè è obsoleto perchè lo ha deciso Adobe.
    Io sto prendendo in seria considerazione l’idea di chiedere i danni all’Adobe per questo.
    Per tutto il resto ripeto io penso che ognuino deve usare il software che piu gli fa comodo con il quale si trova meglio.
    Se Macromedia avesse continuato a sviluppare Freehand difficilemnte caro Vasta saresti passato ad Illustrator e quanto ti è costato studiare un altro software e abituarti ad un altro software quado l’altro lo conoscevi gia a memoria e non certo perche’ eri nato imparato ma perche’ l’avevi imparato!
    Per cui potete discutere quanto volete sulle differenze e su chi è meglio e chi è peggio ma rimane il fatto che noi viviamo in balia delle leggi di mercato delle Major che sulle nostre spalle e sul nostro essere “gregge” si arricchiscono!
    ciao.
    Gianluigi.

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